La notificazione di un atto eseguita ad un soggetto obbligato per legge a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata può ritenersi perfezionata anche quando la casella pec del destinatario sia piena

Il fatto

La Corte di appello di Palermo confermava la sentenza del Tribunale di Agrigento che aveva a sua volta dichiarato gli imputati colpevoli dei reati loro rispettivamente ascritti ai capi A), B) e C) della rubrica ed aveva condannato uno di essi alla pena di due mesi e quindici giorni di arresto e 12.000,00 Euro di ammenda mentre l’altro alla pena di quattro mesi di arresto e 13.500,00 Euro di ammenda fermo restando la pena sospesa per uno di loro a condizione che entro sei mesi dalla irrevocabilità della sentenza avesse ripristinato lo stato dei luoghi.

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Fase 3, i cancellieri :«Basta attacchi, non siamo noi il problema della giustizia»

L’associazione dei dipendenti giudiziari (Adgi) scrive una lettera al ministro Bonafede per denunciare «attacchi reiterati e inaccettabili» da parte di settori dell’avvocatura: «Ci accusano du essere i principali responsabili della presunta paralisi dei tribunali»

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Trib. Fermo e CdA Ancona: indebita percezione di assegno sociale da parte di finti poveri, lite temeraria

Valeria Salvati segnala le Sentenze del Tribunale di Fermo n. 6/2019 e della Corte Appello di Ancona n.101/20 (collegamenti riportati sotto) in tema di indebita percezione di assegno sociale da parte di finti poveri, con condanna per lite temeraria in entrambi i gradi del giudizio. Continue reading “Trib. Fermo e CdA Ancona: indebita percezione di assegno sociale da parte di finti poveri, lite temeraria”

Trib. Genova: diritto al congedo parentale, sospensione rapporto di lavoro e obbligazione contributiva, esclusione

Christian Lo Scalzo segnala la Sentenza del Tribunale di Genova n. 227 del 2020 pubblicata il 28/05/2020 nella quale è stato ritenuto insussistente il diritto al congedo di cui all’art. 42, comma 5, dlgs. n. 151/01 per tutto il periodo in cui il rapporto di lavoro e l’obbligazione contributiva sottostante restano sospesi.

Trib. Potenza e Lagonegro: cessazione materia contendere, pagamento in corso di causa, elementi a favore della compensazione delle spese

Vito Dinoia segnala le tre sentenze sotto elencate il Tribunale di Potenza e quello di Lagonegro pronunciano la cessazione della materia del contendere per il pagamento della prestazione economica intervenuto in corso di causa, ma non riconoscono in favore del ricorrente le spese di lite, “valorizzando” alcuni dati: il mancato rispetto del così detto spatium deliberandi dopo la notifica del decreto di omologa e la presentazione di istanza amministrativa da parte degli eredi per i ratei maturati e non riscossi; il mancato rispetto di “un tempo congruo” per “lo svolgimento fisiologico dell’iter amministrativo”; più in generale, la mancanza di collaborazione del creditore verso il debitore. 

  1. Tribunale di Potenza, Sentenza n. 102/2020 pubbl. il 21/05/2020
  2. Tribunale di Potenza, Sentenza n. 103/2020 pubbl. il 21/05/2020
  3. Tribunale di Lagonegro, Sentenza n. 104/2020 pubbl. il 26/05/2020

Invio alla Procura della Corte dei Conti per possibile danno erariale di Roma Capitale

Invio alla Procura della Corte dei Conti per possibile danno erariale di Roma Capitale per violazione dell'ordine di comparire in mediazione
Trib. di: Roma – Ordinanza del: 25-05-2020 – Giudice: Massimo Moriconi
Il Giudice, Dott. Massimo Moriconi,

TRIBUNALE di ROMA   SEZIONE XIII°

O R D I N A N Z A

letti gli atti e la sentenza emessa in data odierna,

preso atto della condotta volontariamente deresponsabilizzata e agnostica dell’Ente territoriale nei confronti dell’ ordinanza del 28.1.2019 del Giudice che aveva disposto insieme ad una proposta ex art. 185 bis cpc un percorso di mediazione demandata ai sensi dell’art. .5 co.II° decr.lgsl.28/2010 e della conseguente mancata ingiustificata partecipazione di Roma Capitale al procedimento di mediazione demandata con essa ordinanza disposto in violazione dell’obbligo di comparire (arg. ex art. 8 co.4 bis decr.lgsl 28/2010);

preso atto che in relazione alle circostanze esposte nella predetta ordinanza, vi erano elevate probabilità di un accordo (peraltro la parte attrice aveva dato disponibilità, cfr. verbale ud. 4.11.2019, all’accettazione della proposta del giudice che aveva suggerito un ristoro dei danni ricompreso in un “range fra €. 35.000 e 45.000”) che avrebbe comportato un minor esborso da parte dell’ente territoriale rispetto a quello che contiene la sentenza; considerato che l’esistenza di ben chiare coordinate esposte dal giudice nella predetta ordinanza – che conteneva anche una proposta ex art. 185 bis vantaggiosa per l’Ente territoriale – ponevano l’ente nella condizione di poter pervenire ad una conciliazione in totale sicurezza e senza il timore di addebiti (contabili) per le scelte discrezionali ad essa afferenti;

considerato che la condotta deresponsabilizzata dell’Ente che ha inteso protrarre la lite irragionevolmente ha causato la condanna di Roma Capitale alla somma di €. 18.000,00 ai sensi dell’art. 96 III° co. cpc;

ritenuta la possibile sussistenza di un danno erariale causato sia sotto il profilo del maggior esborso dovuto da Roma Capitale conseguente alla sentenza di condanna rispetto sia alla conciliazione possibile che alla proposta che la propiziava; e sia in relazione alle somme da pagare in dipendenza della condanna ex art. 96 III° cpc ed al contributo unificato, direttamente ed esclusivamente dipendenti da tale censurata condotta deresponsabilizzata;

P.Q.M.

MANDA alla cancelleria di trasmettere copia dell’ ordinanza del 28.1.2019, del verbale di udienza del 4.11.2019, della relazione del CTU arch. A.L. e della sentenza alla Procura Generale della Corte dei Conti in ordine alla possibile sussistenza di fattispecie di danno erariale.-

Roma lì 25.5.2020

Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi

Fonte: Mondo ADR