Taranto: il presidente dell'Ordine degli avvocati diffida l'Inps per la notifica degli atti con posta elettronica certificata

Di seguito un comunicato diffuso dall’Ordine degli avvocati di Taranto:

Il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, Fedele Moretti, ha inviato una PEC al dott. Pasquale Tridico, Presidente dell’INPS, diffidandolo ex lege «affinché provveda, unitamente alle strutture territoriali, ad adempiere all’obbligo di cui all’art. 16 del D.Lgs. n° 179/2012, entro e non oltre il termine di giorni 90 dalla notificazione della presente, comunicando al Ministero della Giustizia il proprio indirizzo di posta elettronica certificata».

Trascorso tale termine, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto adirà la competente Autorità Giudiziaria per ottenere l’ordine coattivo all’adempimento.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto ha così rappresentato e dato voce alla legittima protesta dell’Avvocatura jonica rispetto all’inadempienza dell’INPS che, fin dal lontano 30 novembre del 2014, avrebbe dovuto dare la possibilità di comunicare con l’Istituto tramite PEC, peraltro disattendendo così la volontà del legislatore di realizzare la semplificazione della notificazione di atti giudiziari alle pubbliche amministrazioni.

Tale esigenza è ancor più avvertita dalla categoria forense in questo periodo emergenziale, in cui la notificazione di atti giudiziari alle PA è ancor più complessa e gravosa.

Fonte: NOINOTIZIE

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Notifiche a mezzo PEC, vale il principio della sanatoria della nullità

L'irritualità della notifica non ne comporta la nullità se la consegna telematica ha consentito la conoscenza dell'atto con il raggiungimento dello scopo legale (Cass. civ. 8815/2020)

L’irritualità della notificazione di un atto a mezzo di posta elettronica certificata non ne comporta la nullità se la consegna telematica ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell’atto e determinato così il raggiungimento dello scopo legale.

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Errata indicazione della PEC e obbligo di diligenza della parte notificante

Con la sentenza n. 9238 del 20 maggio 2020 la Corte di Cassazione chiarisce quale sia l’onere della parte notificante nel caso in cui il difensore della controparte indichi nei propri atti un indirizzo di posta elettronica certificata errato.

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