Anna Paola Ciarelli segnala la sentenza della Corte d’Appello di Bologna n. 579/21 che, sulla scia della sentenza C. Appello Bologna n. 581/21, già pubblicata, ha di nuovo accolto appello proposto dall’Istituto in tema di decadenza ex art 47 DPR 639/70 su domanda benefici amianto.
Continue reading “CdA Bologna in tema di decadenza ex art 47 DPR 639/70 su domanda benefici amianto”Autore: vestini renato
Tribunale di Lecce, obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per esercizio attività professionale in maniera abituale anche per redditi inferiori alla soglia
Maria Lupoli segnala la sentenza del Tribunale di Lecce n. 2759 del 9/07/2021 che sviluppa in maniera esaustiva la correlazione fra l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dei liberi professionisti e l’entità dei redditi fiscalmente dichiarati per tale attività. Il Tribunale salentino, basandosi sulle argomentazioni contenute nella decisione della Suprema Corte n. 4419/2021, chiarisce che sono obbligati alla iscrizione alla Gestione Separata sia i professionisti che con l’attività libero-professionale abbiano prodotto un reddito superiore ai 5.000 €, sia i professionisti che, pur producendo un reddito inferiore a tale soglia, abbiano esercitato l’attività in modo abituale. In più, il Tribunale, in un interessante passaggio della motivazione, accerta il carattere di abitualità dello svolgimento dell’attività professionale basandosi sulla circostanza dell’iscrizione all’Albo professionale per due anni consecutivi e sull’incremento del reddito prodotto da un anno all’altro.
CdA di Bologna n.576/21 in tema di prevalenza e abitualità per iscrizione alla Gestione Lav Autonomi ai fini della anticipazione della decorrenza di prestazione pensionistica
Anna Paola Ciarelli segnala la sentenza n. 576/21 della Corte d’Appello di Bologna che ha accolto l’appello promosso dall’Istituto, in tema di richiesta – al fine di ottenere prestazione pensionistica con decorrenza anticipata – di iscrizione alla Gest Lav. Autonomi per periodo circoscritto di soggetto già lavoratore dipendente. In particolare, la Corte ha ritenuto che “ … il criterio della prevalenza debba essere declinato sia rispetto alla prestazione contestuale di diverse attività implicanti la iscrizione in due diverse gestioni, sia alla prestazione delle due attività in contesti temporali non coincidenti. Ed invero la prevalenza quale requisito di legge di iscrivibilità è di per sé evocativo di un giudizio di comparazione che prevede l’individuazione della prestazione per la quale l’iscrizione alla gestione previdenziale è in valutazione come avente un requisito ex lege stabilito di preminenza tra le prestazioni lavorative svolte dal medesimo soggetto”.
CdA di Bologna n. 580/21 in tema di accertamento fiscale e verifica del reddito con criterio di prova induttivo
Riccardo Salvo segnala la sentenza della Corte di appello di Bologna n. 580/21 che, in accoglimento dell’impugnazione dell’Istituto, procede alla verifica del reddito con criterio di prova induttivo (questione dell’accertamento fiscale sottostante agli obblighi contributivi).
CdA Bologna n. 585/21 in tema di decadenza ex art 47 DPR 639/70 su domanda benefici amianto.
Anna Paola Ciarelli segnala la sentenza della Corte d’Appello di Bologna n. 585/21 in tema di decadenza ex art 47 DPR 639/70 su domanda benefici amianto. Nella stessa la Corte, nel dare atto che il ricorrente aveva già richiesto la maggiorazione contributiva in data 2001 con conseguente riconoscimento solo di un periodo di esposizione, ha ritenuto che “ … il periodo di cui egli ora invoca valorizzazione era interamente decorso già allora, il che avrebbe imposto reazione alla meno favorevole valutazione dell’Istituto”. La Corte, poi, aggiunge sul punto che “E’ ben vero che, ai sensi dell’art. 3 L. 350/03, il contribuente/pensionato può giovarsi del più favorevole regime anteriore al D.L. 30 settembre 2003 n. 269, se avevano fatto anteriore domanda … Ciò tuttavia non vale a rimettere in termini coloro che avevano presentato una domanda e, a fronte di suo accoglimento entro certi limiti temporali, hanno poi inteso avanzarne altra, per estendere il periodo, decorso il triennio di decadenze. La norma infatti è presidio di certezza della gestione della spesa pubblica e deve necessariamente essere intesa nel senso che l’istanza amministrativa copre quanto suscettibile di essere dedotto al momento della sua proposizione … Sarebbe inoltre paradossale riconoscere in questo ambito la facoltà di un frazionamento della domanda vietato nei rapporti inter privatos”.
CdA Bologna n. 537/21 in tema di procedimento di verifica di regolarità contributiva e emissione del cd. DURC interno
Roberta Lezzi segnala la sentenza della C.d’Appello di Bologna n. 537/21 in tema di procedimento di verifica di regolarità contributiva e emissione del cd. DURC interno. La sentenza compie un interessante excursus storico-normativo evidenziando le novità intervenute in materia nel passaggio dal sistema basato sul DM 24/10/2007 a quello introdotto con il successivo DM 30/01/2015 e si sofferma sul fondamentale ruolo svolto in detto procedimento dall’istituto dell’invito a regolarizzare rivolto con PEC ai soggetti inadempienti.
CdA Bologna n. 513/21 in tema di somministrazione irregolare ed efficacia solutoria dei versamenti effettuati
Roberta Lezzi segnala la sentenza della Corte d’Appello di Bologna in materia di somministrazione irregolare ed effetti solutori dei versamenti effettuati. La sentenza, sfavorevole per gli enti previdenziali, nella parte finale (p. 27) conferma l’orientamento assunto in materia dalla Corte Felsinea secondo cui, ai sensi dell’art. 27, c. 2, D.Lgs. n. 276/2003 (come sostituito dall’art. 38, c. 3, D.Lgs. n. 81/2015), nelle ipotesi di somministrazione irregolare “Tutti i pagamenti effettuati dal somministratore, a titolo retributivo o di contribuzione previdenziale, valgono a liberare il soggetto che ne ha effettivamente utilizzato la prestazione dal debito corrispondente fino a concorrenza della somma effettivamente pagata.”
Tribunale di Forlì, recupero delle agevolazioni contributive non spettanti ai sensi dell’art. 8 L. n. 223/91 nei confronti di Consorzio
Tribunale di Forlì n. 154/21 – Benefici contributivi ai sensi dell’art. 8 L. n. 223/91 – Recupero nei confronti di obbligato in solido:
Renato Vestini segnala la sentenza del Tribunale di Forlì n. 154/21 con la quale è stata confermata la correttezza dell’operato dell’Istituto in materia di recupero delle agevolazioni contributive non spettanti ai sensi dell’art. 8 L. n. 223/91 nei confronti di Consorzio che ne risponde quale obbligato in solido ai sensi dell’art. 29, c. 2, D. Lgs. n. 276/2003.
Tribunale di Taranto in tema di necessità della domanda amministrativa
Roberta Lezzi segnala la sentenza RG 1654/20 del Tribunale di Taranto in tema di maggiorazione sociale nella quale il Giudicante significativamente afferma che la domanda amministrativa, necessaria per far conoscere all’ente i presupposti del diritto alla prestazione (il fatto fondante e la privata volontà di conseguire il riconoscimento del diritto), la cui mancanza rende improponibile l’azione giudiziaria, non è necessaria (solo) ove l’ente sia a formale conoscenza di tali presupposti (richiamo a CASS. LAV. 5 OTTOBRE 2007 N° 20892). Nel rigettare il ricorso di controparte ha poi ulteriormente affermato che “l’omessa preventiva presentazione della domanda amministrativa costituisce un difetto che non può essere sanato dalla presentazione di domanda amministrativa concernente prestazione previdenziale diversa, ancorché compatibile con quella poi richiesta in giudizio“.
Tribunale di Lecce, in tema di inammissibilità del ricorso in opposizione ex art. 445bis, 6° comma, cpc ad esito ATP
Renato Vestini segnala la sentenza del Tribunale di Lecce rg n, 1002/21 in tema di inammissibilità di ricorso in opposizione ad ATP, promosso ai sensi dell’art. 445bis, comma 6°, cpc. Il Giudice, in accoglimento dell’eccezione preliminare formulata da Inps, dichiara inammissibile la domanda per carenza dei motivi di contestazione.