Ivano Marcedone segnala la sentenza della Corte di Appello di Catania n. 42/2024 che, dopo aver pronunciato su diversi rilievi formali operati da parte appellata sull’avviso di addebito, afferma che la comunicazione dell’iscrizione d’ufficio alla gestione commercianti ha efficacia interruttiva della prescrizione, integrando nel suo complesso una chiara manifestazione dell’intento dell’Istituto di esercitare il proprio diritto di credito scaturente dalla detta iscrizione, senza che, in senso contrario, possa valorizzarsi la mancata indicazione dell’importo dovuto.
Autore: parisi silvia
Corte di Appello di Catania: Trattamento economico di malattia – Visite fiscali di controllo – Dovere di cooperazione e diligenza del lavoratore – Inottemperanza – Decadenza dall’indennità
Ivano Marcedone segnala la sentenza della Corte di Appello di Catania n. 77/2024 che, nel decidere un gravame promosso dall’Istituto in relazione a quanto in oggetto, ha, conformemente a consolidata giurisprudenza di legittimità, affermato il seguente principio:”Ricorrono quindi i presupposti della decadenza dal trattamento economico di malattia non solo quando il lavoratore sia assente dal domicilio nella fasce orarie predeterminate, ma anche quando, pur essendo presente, ponga in essere una condotta che, per incuria o negligenza, impedisca in concreto l’esecuzione del controllo sanitario; solo la sussistenza di una situazione riconducibile a forza maggiore può giustificare la sottrazione del lavoratore alla visita di controllo; la decadenza conseguente alla negligenza del lavoratore non è impedita dall’accertata permanenza dello stato di malattia.”
Corte di Appello di Catania : Sgravi contributivi – Onere della prova
Ivano Marcedone segnala la sentenza della Corte di Appello di Catania n. 122/2024 che si pronuncia sul riparto dell’onere probatorio in tema di correntezza contributiva, affermando il principio secondo il quale è sufficiente la produzione delle note di rettifica e dell’elenco delle irregolarità per dare evidenza delle ragioni a sostegno della pretesa impositiva. Compete invece al ricorrente, che ha l’onere di provare la spettanza delle agevolazioni contributive, operare una specifica contestazione delle inadempienze riportate in atti e provare l’avvenuto adempimento dell’obbligazione contributiva.
Tribunale di Siracusa: Ricorso ex art. 445 bis comma 6 c.p.c. – Mancata indicazione motivi di contestazione – Inammissibilità
Ivano Marcedone segnala la sentenza del Tribunale di Siracusa n. 64/2024 nella quale si afferma che la mancata o generica indicazione dei motivi di contestazione della consulenza tecnica d’ufficio espletata in fase di accertamento tecnico preventivo comporta l’inammissibilità del ricorso introdotto ai sensi dell’art. 445 bis comma 6 c.p.c.
Tribunale di Siracusa: Sottoscrizioni apposte sugli avvisi di ricevimento di notifica degli avvisi di addebito – Querela di Falso – Inammissibilità
Ivano Marcedone segnala la sentenza del Tribunale di Siracusa – seconda sezione civile, in composizione collegiale, n. 359/2024 che ha dichiarato inammissibile la querela di falso avverso la firma apposta sugli avvisi di ricevimento delle raccomandate con cui erano stati inviati alcuni avvisi di addebito ritenendo che a tale conclusione si possa pervenire ” …sia in quanto l’agente postale che aveva provveduto alla consegna delle raccomandate, quale incaricato di pubblico servizio, non era tenuto a redigere una relata di notifica o una annotazione specifica sull’avviso di ricevimento in ordine alla persona cui il plico era stato consegnato, sia perché dall’apposizione di una firma sull’avviso di ricevimento si poteva solo presumere che il plico era stato consegnato all’indirizzo indicato al legale rappresentante o altra persona incaricata”. Sicchè, secondo il Tribunale “ …la firma apposta sugli avvisi di ricevimento fa presumere soltanto che le raccomandate fossero state consegnate dall’agente postale all’indirizzo indicato, rendendo del tutto inconferente la proposizione della querela di falso posto che l’avviso di ricevimento non fa piena prova dell’identità del soggetto che materialmente ha ricevuto l’atto notificato, non sussistendo nel caso in esame alcuna fede privilegiata da superare”.
Corte di Appello di Napoli: Procedimento per accertamento tecnico preventivo – Declaratoria di improcedibilità – Appello – Inammissibilità
Itala De Benedictis segnala la sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 4254/2023 che, recependo consolidata giurisprudenza di legittimità, ha ribadito il principio secondo il quale il provvedimento che dichiara l’inammissibilità o l’improcedibilità dell’istanza di accertamento tecnico preventivo non incide con effetto di giudicato sulla situazione soggettiva sostanziale stante la possibilità per l’interessato di promuovere il ricorso per il merito ed è comunque idoneo a soddisfare la condizione di procedibilità di cui all’art. 445 bis c.p.c. essendo il procedimento già giunto a conclusione; sicchè l’interessato è legittimato a procedere con le forme ordinarie anche all’accertamento delle condizioni sanitarie. Da ciò consegue l’inammissibilità del ricorso in appello avverso la pronuncia che dichiara l’inammissibilità o l’improcedibilità dell’istanza di accertamento tecnico preventivo.
Tribunale di Genova: Reddito di cittadinanza – Titolarità di permesso di soggiorno per cure mediche gravi – Idoneità a integrare la previsione dell’art. 2, comma 1, lett. a), n. 1, decreto legge n. 4/2019 – Esclusione
Christian Lo Scalzo segnala la sentenza del Tribunale di Genova n. 372/2024 nella quale si afferma che l’extracomunitario non in possesso del permesso di soggiorno UE per i soggiornanti di lungo periodo, non ha il diritto ad ottenere il reddito di cittadinanza. A tal fine, non rileva la titolarità del permesso di soggiorno per cure mediche gravi di cui all’art. 19, comma 2, lett. d-bis. Dlgs n. 286/1998, anche se in ipotesi rinnovato per un periodo di tempo equivalente al c.d. permesso di soggiorno lungo, la cui ratio è completamente differente.
La pronuncia, muovendo da Corte cost. n. 19/2022 – di rigetto della questione di legittimità costituzionale della norma (art. 2, comma 1, lettera a, n. 1 decreto-legge n. 4/2019) che richiede, tra i requisiti di accesso al reddito di cittadinanza degli extracomunitari, il permesso di soggiorno UE per i soggiornanti di lungo periodo – ritiene inidonee, ai fini del riconoscimento della prestazione, le altre tipologie di permesso, anche se in ipotesi rinnovate per un periodo di tempo equivalente al c.d. permesso di soggiorno lungo (nella specie, non è stato ritenuto equiparabile a quest’ultima tipologia di permesso, il permesso di soggiorno per cure mediche gravi di cui all’art. 19, comma 2, lett. d-bis. Dlgs n. 286/1998, la cui ratio è completamente differente: se il permesso di soggiorno lungo è diretto a favorire l’integrazione dello straniero che intenda restare nel nostro Paese in maniera stabile, l’altro permesso è strettamente legato ad una necessità di cura di una patologia grave)
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: Avvisi di addebito – Contributi previdenziali – Prescrizione quinquennale – Sospensione legale disposta nel periodo emergenziale – Atti interruttivi dell’Agente della riscossione
Luca Cuzzupoli segnala la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 902/2024 riguardante il tema in oggetto. Nella pronuncia viene anche affrontata la questione della validità delle notifiche degli avvisi di addebito effettuate a mezzo posta elettronica certificata da indirizzi del mittente non iscritti in pubblici registri.
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: Contributi iscritti a ruolo – Pagamento indebito – Richiesta rimborso – Obbligo restitutorio
Luca Cuzzupoli segnala la sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 851/2024 riguardante gli adempimenti a carico dell’INPS e dell’Agente della riscossione in ipotesi di richiesta di rimborso da parte del contribuente di somme iscritte a ruolo pagate e successivamente dichiarate non dovute.
Corte di Appello di Roma: DURC- mancato invio dell’invito a regolarizzare – legittimità della revoca delle agevolazioni
Paola Scarlato segnala la sentenza della Corte di Appello di Roma n. 1045/2024 che, affrontando la tematica del c.d. DURC interno e degli effetti del mancato invio dell’invito a regolarizzare, ritiene che: “la mancata segnalazione dell’irregolarità ostativa al rilascio del Durc, anche ove allegata e dimostrata, non determinerebbe comunque l’inesigibilità delle differenze contributive rispetto agli sgravi, così rovesciando sull’ente previdenziale gli effetti dell’inosservanza di obblighi, quali sono quelli inerenti la regolarità contributiva, che sono “in primis” del datore di lavoro.
Semmai, la violazione degli obblighi procedimentali da parte dell’ente previdenziale può comportare una sua responsabilità risarcitoria, per l’impedimento creato al realizzarsi della fattispecie sanante e perdita della chance di fruire degli sgravi, ove si dimostri che l’inadempimento dell’ente ha comportato causalmente un tale danno (Cass.27107-18)”