Delia Cernigliaro segnala la sentenza del Tribunale di Palermo n. del 2363 del 18 aprile 2026 secondo la quale, ai fini del riconoscimento del reddito di cittadinanza a nuclei familiari con minorenni, l’ISEE è calcolato ai sensi dell’articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.159 del 2013 (cd ISEE minori) il quale prevede modalità differenziate di calcolo dell’indicatore in ragione della diversa situazione familiare del minorenne.
Per converso, l’ISEE ordinario si applica alla generalità delle prestazioni sociali agevolate, a meno che non sia previsto un ISEE specifico (es. ISEE Minorenni, ISEE Università, ecc.).
Autore: pasut franco
Trib. Santa Maria C.V., indebito, pensione, quota 100 e redditi lavoro
Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 1411/2026 sulla questione dell’incumulabilità della pensione “quota 100” per l’intero anno solare e non solo per i mesi di effettivo lavoro dipendente.
Cassazione: disoccupazione NASpI, restituzione in caso di cessazione dal lavoro senza licenziamento ma con un accordo
Pier Luigi Tomaselli segnala l’Ordinanza della Corte di Cassazione n. 6988/2026 in cui si afferma un principio di rilievo per i lavoratori coinvolti in piani di riorganizzazione aziendale: la Naspi spetta solo nei casi espressamente previsti dalla legge e, in assenza di una formale lettera di licenziamento, l’accordo con cui un lavoratore accetta di lasciare l’azienda in cambio di un incentivo economico non è sufficiente a garantire l’indennità di disoccupazione.
La Cassazione stessa precisa che la decisione si limita ad applicare in modo lineare il dato normativo vigente, rimettendo ordine rispetto a interpretazioni che, nel tempo, si erano fatte troppo “creative”. La Naspi è una prestazione con presupposti rigidi, e nessuna circostanza di contorno – per quanto comprensibile sul piano umano o economico – può sostituire il requisito formale del licenziamento.
Cassazione: Cartella esattoriale, notifica, domicilio fiscale, diverso da residenza, validità.
Pier Luigi Tomaselli segnala l’Ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, n. 4330/2026, in cui si afferma che la notifica della cartella esattoriale è valida se eseguita nel domicilio fiscale, anche se diverso dalla residenza anagrafica, a norma dell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973.
Cassazione: opposizione cartella, inammissibilità, mancata opposizione intimazione di pagamento
Pier Luigi Tomaselli segnala l’Ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, n. 35019-2025 in cui si afferma che l’opposizione a cartella è inammissibile se non è stata opposta l’intimazione di pagamento precedentemente notificata.
CdA Salerno: accessi Banche dati dell’Istituto, licenziamento dipendente.
Vincenzo Di Maio segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Salerno n. 243/2026 con cui la stessa, in totale accoglimento del gravame interposto dall’Istituto, ha riformato la sentenza di primo grado ed ha dichiarato la piena legittimità del licenziamento, intimato al dipendente, condannando quest’ultimo al pagamento delle spese di lite di entrambi i gradi di giudizio in favore dell’Istituto.
Nella sentenza di prime cure il Tribunale aveva ritenuto che gli accessi massivi alle banche dati dell’INPS erano da ricondursi alla incapacità di intendere e di volere del dipendente comprovata da ben due consulenze Tecniche di Ufficio medico legali.
Il Collegio di seconde cure ha ribaltato l’esito sfavorevole del primo grado e, al riguardo, rimetto a seguire, tra i tanti, il seguente dirimente snodo motivazionale contenuto nell’allegata sentenza:
“Sul punto, giova ricordare che le valutazioni espresse dal consulente tecnico d’ufficio non hanno efficacia vincolante per il giudice, il quale può discostarsene attraverso una valutazione critica che sia ancorata alle risultanze processuali e che sia congruamente e logicamente motivata; qualora, poi, nel corso del giudizio vengano espletate più consulenze tecniche, il giudice può discostarsi anche da entrambe, a condizione di dare “adeguata giustificazione del suo convincimento, mediante l’enunciazione dei criteri probatori e degli elementi di valutazione specificamente seguiti” (Cass. n. 5148 del 2011; cfr. anche Cass. n. 5707 del 2021).”
Trib. Torino: lavoro a tempo determinato, scadenza del termine, pensione precoce, esclusione
Emilia Conrotto segnala la Sentenza del Tribunale di Torino n. 942/2026 pubblicata il 13/04/2026 sull’esclusione della cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato per scadenza del termine tra i requisiti legittimati l’accesso al pensionamento precoce.
Il ricorrente aveva chiesto l’accesso alla pensione per lavoratori precoci a seguito di cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato per scadenza del termine; la domanda è stata rigettata dall’INPS trattandosi di fattispecie non prevista dalla normativa. In sede di ricorso il ricorrente
ha sostenuto che la cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato è equiparabile alle ipotesi previste dall’art. 1. Co. 199, lett. a, L. n 232/2016 ed ha sollevato questioni di illegittimità costituzionale e chiesto la disapplicazione della norma interna per violazione dell’Accordo Quadro della Direttiva C 7/1999.
Trib Palermo – vittime del dovere art. 1 co 564 lett. a della L. 266-2005 – art. 3 comma 3 DPR n. 243-2006 – giurisdizione AGO – difetto di legittimazione passiva INPS
Marco Di Gloria segnala la Sentenza del Tribunale di Palermo, Sezione Lavoro, n. 2090/2026 in materia di vittime del dovere (art. 1 co 564 l 266/05).
Il Tribunale di Palermo ha dichiarato la giurisdizione dell’AGO, ha accolto la nostra eccezione di difetto di legittimazione passiva ed ha sancito la prescrizione dei ratei ma l’imprescrittibilità dello “status”.
Trib. Tivoli: rigetto ricorso ex art. 19, comma 7, CCII, DURC, richiesta di rilascio, misura protettiva, procedura di composizione negoziata della crisi.
Pier Luigi Tomaselli segnala il provvedimento del Tribunale di Tivoli RG 814/2026, Sezione Procedure Concorsuali ha rigettato la richiesta di misura cautelare protettiva a norma dell’art. 19, comma 7, CCII volta ad ottenere con efficacia ex tunc la sussistenza dei presupposti di legge affinché le competenti sedi dell’INPS e dell’INAIL rilascino il documento di regolarità contributiva (DURC).
Trib. Perugia: rappresentanze sindacali aziendali, istituzione ad iniziativa dei lavoratori, necessità di imposizione nel settore di riferimento
Pietro Capurso segnala il decreto 16 gennaio 2026 del tribunale di Perugia, sezione lavoro, che – in prima applicazione del principio espresso dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 156 del 2025, secondo la quale le rappresentanze sindacali aziendali possono essere istituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva anche «nell’ambito delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale» – ha precisato che, per rivendicare tale prerogativa, è comunque necessario che l’organizzazione – pur non avendo sottoscritto alcun contratto di lavoro e non avendo partecipato alle relative trattative – si sia già imposta nel settore di riferimento.