Pier Luigi Tomaselli segnala il provvedimento del Tribunale di Catania RG 1019/2026, Sezione Procedure Concorsuali ha rigettato la richiesta di misura cautelare protettiva a norma dell’art. 19, comma 7, CCII volta ad ottenere in cui si chiedeva “con efficacia ex tunc: – accertare e riconoscere la sussistenza dei presupposti di legge affinché le competenti sedi dell’INPS e dell’INAIL rilascino il documento di regolarità contributiva (DURC)”.
Autore: pasut franco
Trib. Santa Maria C.V., pagamento dopo revisione, indebiti
Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 1144/2026 in cui afferma quanto segue:
Va anche precisato che la decorrenza della revoca della prestazione, indicata dall’Istituto in epoca anteriore alla visita di revisione, non incide sulla legittimità della pretesa restitutoria.
Invero, nel sistema delle prestazioni assistenziali, la revoca per accertata insussistenza del requisito sanitario opera con effetti retroattivi alla data in cui il requisito è venuto meno, con conseguente indebita percezione dei ratei successivi, ancorché la relativa verifica intervenga in un momento successivo.
Nel caso di specie, l’accertamento sanitario effettuato in data 4.6.2012 ha attestato il venir meno del requisito con decorrenza dal marzo 2012, con conseguente indebita percezione dei ratei a far data dal 1.4.2012.
La successiva comunicazione del verbale sanitario, ritualmente notificata nel giugno 2012, assume rilievo non già ai fini della decorrenza dell’indebito, bensì in relazione alla cessazione dell’affidamento incolpevole del percettore circa la legittimità della prestazione.
Quanto, infine, alla dedotta qualità di erede non esclusivo, la relativa eccezione non può essere accolta.
Invero, grava su chi contesta la propria legittimazione passiva per l’intero debito l’onere di allegare e provare l’esistenza di altri coeredi, non essendo sufficiente una generica deduzione in tal senso.
Nel caso di specie, parte ricorrente non ha fornito alcun elemento idoneo a dimostrare la presenza di ulteriori eredi del de cuius, né ha allegato circostanze concrete dalle quali desumere la sussistenza di una comunione ereditaria.
Per contro, dagli atti risulta unicamente lo stato di famiglia del ricorrente, dal quale egli emerge quale unico componente del nucleo familiare, elemento che, in difetto di prova contraria, non consente di ritenere dimostrata la dedotta pluralità di eredi.
Trib. Santa Maria C.V., indebito genetico o ab origine, applicazione 2033 cc, buona fede o legittimo affidamento, irrilevanza.
Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 1131/2026 sui temi in oggetto.
Nel caso specifico trattasi di pagamento indennità Naspi ad un assicurato già titolare di assegno legge 222/1984.
Trib. Genova: sentenza primo grado, reiezione opposizione a verbale, provvedimento esecutivo, idoneità emissione avviso di addebito.
Pietro Capurso segnala la sentenza tribunale di Genova, dott.ssa Francesca Parodi, 7 novembre 2025 – 23 marzo 2026 n. 1068/25, che statuisce che anche la sentenza di primo grado di reiezione di un’opposizione a verbale di accertamento per contributi previdenziali – ancorché non in giudicato e tempestivamente impugnata – costituisce un «provvedimento esecutivo» che consente l’immediata emissione dell’avviso di addebito, ai sensi dell’art. 24, comma 3, del d. lgs. n. 46 del 1999.
CdA Palermo: indebito previdenziale, ricalcolo contributivo, prosecuzione attività lavorativa, pensione da ritenersi provvisoria, ripetibilità
Antonino Rizzo segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Palermo n. 188/2026che, aderendo alla prospettazione dell’istituto, ha ritenuto non definitiva la pensione in presenza di prosecuzione dell’attività commerciale e successiva richiesta di concessione di supplementi di pensione, con conseguente ripetibilità dell’indebito derivante dall’abbassamento della retribuzione media.
CdA Napoli: Indebito assistenziale, assenza visita revisione, convocazione, compiuta giacenza
Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Napoli n. 1270/2026 in tema di efficacia della convocazione a visita di revisione notificata per compiuta giacenza.
CdA Firenze: Ordinanza ingiunzione, accertamento, notifica, tempi ragionevoli, decadenza, esclusione.
Francesco Falso segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Firenze n. 686/2025 pubblicata il 20/11/2025 in ordine all’individuazione dei tempi ragionevoli per la notifica dell’accertamento e conseguente esclusione della decadenza.
Cda Roma: indebito assistenziale reddituale, identica disciplina con indebito previdenziale.
Pier Luigi Tomaselli segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Roma n. 503/2026 pubblicata il 03/03/2026, in cui si afferma che l’unificazione delle modalità con cui il percipiente deve effettuare la comunicazione dei dati reddituali, prevista dall’art. 35, comma 10-bis, d. l. n. 207/2008 sia per le prestazioni previdenziali che per quelle assistenziali collegate al reddito, non rileva sul diverso aspetto del periodo di ripetibilità delle prestazioni previdenziali e di quelle assistenziali.
La tardività nella comunicazione dei dati reddituali rilevanti ai fini del diritto alla percezione della prestazione assistenziale esclude la sussistenza di un affidamento idoneo a giustificare l’irripetibilità dell’indebito.
Trib. di Santa Maria C.V., surroga, concorso di colpa, irrilevanza, indennità di malattia, danno patrimoniale.
Itala de Benedictis segnala la Sentenza n. 1032/2026 in materia di surroga per responsabilità di terzo.
Si rileva che correttamente il Tribunale non ha ritenuto di decurtare la domanda dell’INPS in forza del concorso di colpa riconosciuto tra le parti, in quanto il pagamento dell’indennità di malattia va a coprire esclusivamente il danno patrimoniale.
Trib. Santa Maria C.V.: surroga legale, INPS, decreti ingiuntivi dei lavoratori, prescrizione decennale.
Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza n. 998/2026 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in tema di surroga legale 1203 cc, Inps, Fondo di Garanzia, Stesso regime prescrizionale del diritto dei lavoratori.
Per effetto dei decreti ingiuntivi ottenuti dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro la prescrizione della surroga Inps Fondo di Garanzia ex art. 2953 cc diventa decennale.
“Qualificata in termini di surrogazione l’azione esperita dall’Inps ai sensi dell’art.2, co.7 l. n.297/82, va aggiunto che la surrogazione, diversamente dal regresso, è soggetta non a prescrizione decennale, ma allo stesso termine di prescrizione cui è soggetto il diritto oggetto di surroga (Cass.4347/09, Cass.17157/02). Nel caso di specie, la prescrizione del diritto della lavoratrice al pagamento del t.f.r. verso il lavoratore era quinquennale ai sensi dell’art.2948 n.5 c.c. Tuttavia, occorre anche considerare che, ai sensi dell’art.2953 c.c., la prescrizione del diritto del lavoratore diviene decennale ove il diritto sia stato accertato da una sentenza passata in giudicato che condanni il datore” (Cass. n. 32178/2024).
Ebbene, nel caso oggetto di causa, il diritto dei lavoratori era oggetto di decreto ingiuntivo non opposto, indi soggetto a termine di prescrizione decennale, mai utilmente decorso, per come già innanzi evidenziato.
Si rileva, in ogni caso, che nemmeno potrebbe dirsi decorso il termine quinquennale alla luce dei numerosi e reiterati atti interruttivi poc’anzi indicati”.