Cass. SS.UU. su impugnabilità dell’estratto di ruolo, applicazione dell’art.12, co. 4 bis DPR 602/1073 anche ai giudizi pendenti

Pier Luigi Tomaselli segnala la Sentenza delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione n. 26283/2022 depositata il 6/9/2022 in tema di impugnabilità dell’estratto di ruolo e applicazione dell’art.12, co. 4 bis DPR 602/1073 anche ai giudizi pendenti.

CdA Napoli: notifica citazione appello PEC, mancato deposito della notifica, improcedibilità

Carmen Moscariello segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Napoli, Sezione Specializzata in materia d’Impresa,  n. 3548/2022 pubblicata il 27/07/2022, in tema di notifica di citazione tramite PEC e prova della notifica.

Tuttavia, coniugando i principi enunciati dalla suddetta pronunzia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la disciplina del cd. processo civile telematico, non par dubbio che anche l’appellante che si costituisca in giudizio con modalità telematiche (come nella specie la Paoluzi) debba fornire contestualmente o, al più tardi, nella «prima udienza di trattazione» del processo d’appello la prova di aver notificato all’appellato o agli appellati la citazione introduttiva di tale processo, giacché, in caso contrario, la sua costituzione in giudizio deve essere considerata irrimediabilmente nulla e il suo appello deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 348, co. 1, c.p.c., salvo il caso in cui alleghi e dimostri di essersi venuto a trovare in una situazione tale da rendergli impossibile non per sua colpa dare detta prova o questa possa essere dal giudice ricavata immediatamente e con un grado di obiettiva certezza analogo a quello fornito dall’esame dell’originale cartaceo della citazione in appello notificato con modalità non telematiche.

Pertanto, mutatis mutandis, l’appellante, qualora (come nel caso di specie) si costituisca innanzi al giudice d’appello con modalità telematiche dopo aver notificato telematicamente a tutti gli appellati la citazione introduttiva del processo d’appello deve, al momento della sua costituzione, fornire la prova di tale notificazione depositando telematicamente i duplicati informatici [che, secondo la definizione datane dall’art. 1, co. 1, lett. i-quinquies), del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82, recante il cd. codice dell’amministrazione digitale, sono in pratica indistinguibili dai relativi originali informatici], oltre che di detta citazione e dei suoi allegati, delle ricevute di accettazione e di avvenuta consegna (in formato .eml o .msg) del messaggio di posta elettronica certificata inviato ai fini della notificazione eseguita con modalità telematiche o, quanto meno, della relativa ricevuta di avvenuta consegna cd. completa (sempre in formato .eml o .msg), l’esame di quest’ultimo documento informatico essendo normalmente necessario e sufficiente per stabilire se, quando, ad istanza di chi, da chi, a chi ed a quale indirizzo di posta elettronica certificata è stata notificata telematicamente la citazione mediante la quale l’appello deve essere proposto.

CdA  Napoli: decadenza iscrizione cancellazione  elenchi braccianti agricoli, accertamento rapporto di lavoro e annullamento indebito

Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Napoli n. 2979/2022 sui temi in oggetto.

In sentenza:

Il termine perentorio previsto dalla norma costituisce un termine di decadenza sostanziale per l’esercizio di un diritto, la cui inosservanza comporta l’estinzione del diritto per intervenuta decadenza, la quale può essere impedita solo dall’esercizio dell’azione e non è soggetta a sospensione ed interruzione. E, difatti, il tenore letterale della norma non lascia dubbi circa la qualificazione del termine, atteso che, secondo i principi generali, laddove un termine è imposto con onere di perentoria osservanza deve essere qualificato di decadenza anche in mancanza di una specifica definizione legislativa in tal senso.

Deve rilevarsi che l’imposizione di un termine di decadenza per l’esercizio dell’azione giudiziaria in siffatta materia trova la sua giustificazione nella tutela di interessi di ordine pubblico quali la garanzia di una più compiuta difesa dell’INPS nella immediatezza degli accertamenti amministrativi e la necessità che vengano garantite le esigenze di previsione di spesa nei bilanci dell’Istituto, cui fanno carico le prestazioni previdenziali conseguenti all’accertamento dello status di bracciante agricolo.

Ne consegue, peraltro, la rilevabilità d’ufficio della eccezione di decadenza.

CdA Milano:  indennità di maternità personale di volo,  azione antidiscriminatoria, infondatezza,  decadenza e prescrizione del diritto

Mirella Mogavero segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Milano nella causa RG 42/2022 in cui si afferma quanto segue:

Solo nel caso in cui la condotta discriminatoria integri un atto di “ritorsione” diventa possibile configurare un danno punitivo (ipotesi che, pacificamente, non si ravvisa nel caso di specie che verte in tema di asserito risalente pagamento parziale di indennità di maternità per l’esclusione di talune voci retributive), dovendosi ritenere, in via generale, che la sanzione della nullità di ogni patto o atto discriminatorio, sebbene la relativa azione sia imprescrittibile, non possa sottrarsi alle comuni regole sulla prescrizione delle azioni di ripetizione (ex art. 1422 c.c.) e di quelle di adempimento.

Trib. Venezia:  notifiche degli avvisi di addebito via PEC, produzione dei codici univoci delle lettere, inizio di prova, istanza di rottamazione, raggiungimento della prova

Anita Sciandrello segnala la Sentenza del Tribunale di Venezia n. 478/2022 in cui si afferma quanto segue:

”…si osserva che l’INPS ha fornito un inizio di prova dell’avvenuta notifica producendo in giudizio la schermata dei file di spedizione. L’INPS, nelle note conclusive, ha spiegato che i file allegati sono riferibili agli avvisi di addebito attraverso il “codice univoco della lettera”, che viene attribuito dall’INPS prima della spedizione, ma di tanto in realtà non vi è alcuna indicazione nell’avviso di addebito prodotto. Non vi è modo in sostanza di risalire dall’avviso di addebito al “codice di lettura” attribuito dall’INPS. Si ritiene nondimeno che sia stata raggiunta la prova dell’avvenuta notifica in virtù di una diversa considerazione. In relazione agli avvisi di addebito di cui si discute, parte ricorrente ha depositato istanza di rottamazione, riconoscendo in tal modo di averne ricevuto la notifica.”.

Trib. La Spezia: illecito amministrativo, omesse ritenute, inammissibilità ricorso avverso comunicazione di accertamento di illecito, prescrizione, decorrenza

Pietro Capurso segnala  la Sentenza del Tribunale della Spezia n. 260/2020  che, in tema di illecito amministrativo per omesse ritenute previdenziali sotto € 10.000 annui, seguendo una motivazione assolutamente convincente, stabilisce l’inammissibilità del ricorso avverso la comunicazione dell’accertamento dell’illecito (e cioè prima dell’emissione della ordinanza ingiunzione), precisando inoltre che la prescrizione dell’illecito, per le fattispecie ante 2016, decorre dalle restituzione degli atti dall’autorità giudiziaria all’Inps.

Trib. Santa Maria C.V.,  assegni familiari,  assenza domanda amministrativa, improponibilità

Luca Cuzzupoli segnala la Sentenza n. 1983/2022 del Tribunale  di Santa Maria Capua Vetere in tema di assegni familiari ed improponibilità per assenza domanda amministrativa.

Trib. Santa Maria C.V.: opposizione stato passivo,  modelli uniemens e ul13:  sufficienza prova credito INPS

Luca Cuzzupoli segnala il Decreto del Tribunale Ordinario di Santa Maria Capua Vetere n. R.G. 9874/2021 in cui, all’esito di opposizione allo stato passivo promossa dall’INPS, si afferma che la produzione dei modelli uniemens e dell’attestazione di credito sia idonea per l’insinuazione allo stato passivo fallimentare.

Trib. Padova: immobili, scadenza locazione, occupazione “sine titulo”, natura azione per il rilascio

Aldo Tagliente segnala la Sentenza del Tribunale di Padova n. 1129/2022 in materia di natura dell’azione per il rilascio dell’immobile occupato sine titulo dopo la scadenza del contratto di locazione.

CdA Napoli: contributi a percentuale, valore interruttivo dell’accertamento di Agenzia Entrate, produzione in grado di appello

Itala De Benedictis segnala la Sentenza n. 2610/2022 della Corte d’Appello di Napoli in tema di  contributi a percentuale, valore interruttivo dell’accertamento di Agenzia Entrate, produzione in grado di appello della notifica dell’accertamento.