CdA Torino, indennità maternità, assistenti di volo, ricalcolo, condotta discriminatoria, decadenza

Sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 115/2021 che applica, anche nel caso di proposizione dell’azione antidiscriminatoria, la decadenza sostanziale dall’azione con una originale (e per noi condivisibile) motivazione (l’azione contro la discriminazione non può far … “rivivere” il diritto previdenziale ormai estinto per decadenza).

CdA Napoli, appello, eccezione di nullità, proroga termini di versamento, prescrizione

Carmen Moscariello segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Napoli del 05/03/2021 nella causa nella causa civile iscritta al n. 3537 del Ruolo Generale del lavoro dell’anno 2019 che, pur essendo sfavorevole in punto sanzioni, presenta motivazioni interessanti sotto il profilo dell’eccezione di nullità dell’appello (eccezione che ci sollevano spesso le controparti) e sotto il profilo del richiamo dei DPCM di proroga dei termini di versamento, considerati come dies a quo della prescrizione.

CdA Venezia, questione di legittimità costituzionale connessa alla revoca delle prestazioni previdenziale o assistenziale comunque denominate in base alla legislazione vigente, di cui il condannato sia eventualmente titolare

Aldo Tagliente segnala ordinanza della Corte di Appello di Venezia che ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in rapporto agli articoli 25 e 117 Cost, dell’articolo 2, comma 60 e 61 della legge n.92 del 2012, nella parte in cui prevede la revoca delle prestazioni previdenziale o assistenziale comunque denominate in base alla legislazione vigente, di cui il condannato sia eventualmente titolare: indennità di disoccupazione, assegno sociale, pensione sociale e pensione per gli invalidi civili nei confronti dei soggetti gia’ condannati con sentenza passata in giudicato per i reati di cui al comma 58, con effetto non retroattivo disponendo la sospensione del giudizio (rg 525/2019).

CdA Napoli: gestione separata, doloso occultamento, irrilevanza sentenza su altra annualità

Carmen Moscariello segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Napoli n. 4249/2020 pubblica il 11/03/2021 in tema di gestione separata, doloso occultamento e irrilevanza precedente sentenza su altra annualità.

CdA Napoli: buoni pasto, consegna in misura inferiore, inadempimento contrattuale, decadenza, esclusione

Vincenzo Di Maio segnala la favorevole sentenza con cui la III Sez. Civ. della Corte di Appello di Napoli in causa RG 1172/2016, in accoglimento delle difese dispiegate dall’INPS, ha rigettato l’appello proposto dalla Repas Lunch Coupon SRL condannando quest’ultima al pagamento delle spese del grado in favore dell’appellato Istituto.

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CdA Roma: indebito assistenziale – rettifica per errore diagnostico dell’Istituto – casi di revoca per revisione sopravvenuta

Pier Luigi Tomaselli segnala la Sentenza della Corte d’Appello di Roma n. 785-2021 in tema indebito assistenziale – non applicabilità dell’art. 10 co. 2 d.l. n. 78/2010, conv. in L. 122/2010, e dell’art. 55 co. 5 L. n. 88/1989 (rettifica per errore diagnostico dell’Istituto) ai casi di revoca per revisione sopravvenuta.

Trib. Novara: indennità di comunicazione soggetti affetti da sindrome di Rett

Sentenza su indennità di comunicazione in caso di Sindrome di Rett.

La sentenza è pubblicata in forma anonima.

Posto che “la comunicazione si basa sulla percezione del messaggio sonoro, sulla sua processazione centrale e sulla elaborazione della risposta neuro-motoria verbale, gestuale o espressiva” (così ancora la relazione del dott. Guglielmo Di Pasqua su citata), i portatori di sindrome di Rett non sono in grado di comunicare poiché sono compromessi non solo il secondo, ma anche il terzo passaggio: il che, tuttavia, significa che il difetto neurologico risulta assorbente e supera il fatto che la ricorrente non sia in grado di processare i suoni, colpendo in sé le facoltà espressive e comunicative (come, per quanto consta, le numerose altre abilità della persona che la rendono autosufficiente).

La situazione, dunque, non rientra nella previsione della norma in esame e neppure è ad essa analoga: nei soggetti sordomuti il mancato sviluppo del linguaggio dipende unicamente dalla perdita del suono (se avvenuta prima che il linguaggio fosse acquisito e, dunque, durante l’età evolutiva), potendo essi pertanto essere definiti come “sordi prelinguali”, secondo la dizione contenuta nella rubrica dell’art. 4 della l. n. 508/88; nei soggetti portatori di sindrome di Rett, secondo quanto si evince dalle nozioni medico legali fornite dalla CTU, il difetto neurologico, spesso peraltro associato a gravi ritardi mentali, è invece alla base tanto della sordità, quanto della compromissione sia del linguaggio, sia di ogni altra forma comunicativa.

Trib. Salerno: opposizione a decreto ingiuntivo derivante da procedimento di ATPO ex art. 445-bis c.p.c.

Emilia Sciaraffa segnala la sentenza del Tribunale di Salerno nella causa RG 4003-2020 a seguito di opposizione a D. I. dell’Istituto per insussistenza dei requisiti contributivi ed assicurativi di legge.