Carissime/i,
di seguito alcuni aggiornamenti su questioni di fondamentale interesse per la nostra Categoria.
SOTTOSCRIZIONE DEFINITIVA DEL CCNI 2022 DI DIRIGENTI, MEDICI E PROFESSIONISTI
Si è svolta mercoledì 10 gennaio u.s. la riunione finalizzata alla sottoscrizione, in via definitiva, dei contratti collettivi nazionali integrativi 2022 (in allegato a fondo pagina i testi trasmessi per la sottoscrizione) per Dirigenti, Professionisti e Medici dopo il via libera da parte dei Ministeri vigilanti. In tale sede il Direttore centrale delle risorse umane ha manifestato l’intenzione di procedere speditamente anche per l’anno 2023, così da poter avviare la discussione per il 2024 (e auspicabilmente concluderla) entro l’anno in corso, riportando in tal modo a fisiologia le tempistiche contrattuali e, quindi, aprendo finalmente la strada a una discussione non più volta a meramente ratificare il passato ma effettivamente capace di incidere sul trattamento giuridico ed economico futuro.
Il CCNI 2022 Professionisti è stato sottoscritto da tutte le Associazioni presenti al tavolo, eccetto una; gli atri contratti integrativi dell’Area (Dirigenti e Medici) sono stati, invece, sottoscritti da tutte le sigle sindacali.
Prima dell’inizio della riunione, CIGL, CISL e UIL hanno chiesto all’Istituto di verificare la legittimazione della nostra Associazione al tavolo negoziale, posto che la FLEPAR federazione non ha firmato, nostro malgrado e contro la nostra manifestata volontà, il CCNL di Area 2019/2021. Invero, l’Associazione Nazionale Avvocati INPS – FLEPAR INPS ha partecipato alla riunione negoziale dopo avere all’uopo costituito le RSA – rappresentanze sindacali aziendali, a ciò legittimata ai sensi del comb. disp. art. 42, co. 2, prima parte, D.lgs. 165/2001, art. 19, co. 1, l.n. 300/1970 e art. 7 CCNL 2019/2021.
La vibrata richiesta di CIGL, CISL e UIL impone, allo stato, almeno tre brevissime considerazioni:
- Le tre sigle, che poi compiono scelte opposte anche in punto sottoscrizione del CCNI (due firmano e una no), si ritrovano granitiche nel tentativo di estromettere dalla contrattazione integrativa l’Associazione che rappresenta la quasi totalità degli Avvocati, contrattazione in cui si discute proprio dei diritti degli Avvocati (analoga richiesta non è stata invece avanzata da altre sigle – rappresentative una dei Dirigenti e l’altra dei Medici – pure presenti nell’AREA);
- Il D.C.R.U., nel prendere atto della richiesta, ha risposto che è interesse dell’Amministrazione essere massimamente inclusiva e, nel contempo (naturalmente), essere rispettosa del dettato normativo, avendo all’uopo già inviato richiesta di parere all’ARAN;
- La presenza ai tavoli sindacali e in tutte le sedi dell’INPS, nonché, quando è giusto od opportuno, nelle aule giudiziarie e universitarie, dell’Associazione Nazionale Avvocati INPS, Associazione alla quale sono iscritti e iscrivibili solo Avvocati INPS, risulta – oggi, se possibile, più di ieri – strategica nella tutela dei diritti e delle prerogative di una Categoria – pur essenziale nell’interesse del Paese – che conta meno di 300 Professionisti legali all’interno di un Ente con quasi 30000 dipendenti; la mancata presenza dell’Associazione ai tavoli in cui si discute degli Avvocati costituirebbe un gravissimo e insanabile vulnus che abbiamo contrastato e contrasteremo, nonostante ci sia chi, come sopra ricordato, appare tentato dal decidere sul presente e sul futuro dei Professionisti legali dell’INPS senza l’Associazione degli Avvocati.
Rimborso della tassa di iscrizione all’albo professionale.
Vi ricordiamo che, essendo stato sottoscritto il CCNI 2022, si può presentare richiesta di rimborso della tassa di iscrizione all’albo professionale (da inviare a mezzo email a marina.tittarelli@inps.it), allegando prova del pagamento (o attestazione/certificazione di regolare iscrizione /pagamento rilasciata dal Consiglio dell’Ordine di appartenenza); vi forniamo per comodità un format della richiesta.
Aggiornamento PTFP 2023 – 2025. Dati previsionali ed esigenze concrete e impellenti.
L’Amministrazione ha inviato alle OO.SS. una informativa relativa all’aggiornamento del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2023 – 2025 (all.ti), a seguito della quale si terrà una sessione di confronto sul tema; il Piano, in coerenza con quanto avevamo richiesto per gli Avvocati nel corso delle ultime riunioni, conferma la dotazione di 329 Avvocati, escludendosi la pur paventata possibilità di una inaccettabile riduzione.
Con riferimento all’effettivo organico, ci è stato riferito che l’immissione in ruolo degli Avvocati idonei dell’ultimo concorso, oramai da tempo autorizzata, avverrà entro il prossimo mese di febbraio.
In ogni caso, abbiamo nuovamente evidenziato la improcrastinabile necessità di bandire un concorso per Avvocati da svolgersi con modalità idonee a garantirne il completamento entro il minor tempo possibile; ad oggi, possono essere messi a bando 39 posti di Avvocati, numero derivante dalla differenza tra la dotazione organica (329) e la consistenza al mese di gennaio (290).
Nonostante la (pur non positiva) nuova previsione normativa di cui al co. 5 ter dell’art. 35 del d.lgs. 165/2001, secondo cui “Nei concorsi pubblici, …, sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale dopo l’ultimo candidato vincitore, in numero non superiore al 20 per cento dei posti messi a concorso” si impone la pronta immissione in ruolo di Avvocati.
Andamento retributivo.
Con la retribuzione del corrente mese, come da regolamento (art. 4, co.6), sono stati corrisposti gli acconti degli onorari compensati (ex art. 152 disp. Att. C.p.c. e non) per somme [] in sostanziale linea con lo scorso anno. Per il saldo della retribuzione di risultato 2022, invece, occorrerà attendere, salvo slittamenti, il prossimo mese di febbraio.
Sul fronte del riscosso, ci riserviamo un focus per gli anni 2022 e 2023, rammentando per l’anno 2024 l’importanza strategica di un’attività che, come voce retributiva, incontra il solo limite del T.E.C. (oltre che, naturalmente, il limite di cui all’art. 23 ter, d.l. 201/2011) e che quindi merita attenzione da parte di tutti, viste le implicazioni economiche.
CCNI 2023.
Nel pomeriggio di ieri, siamo stati convocati per i CCNI 2023 e 2024, riunione durante la quale si è discusso, naturalmente, del solo CCNI 2023.
Con tutti i limiti propri di una trattativa che ha ad oggetto un contratto relativo ad una annualità oramai trascorsa, abbiamo osservato come l’aumento del fondo per la retribuzione accessoria per l’anno 2023 (incrementatosi di circa 4 milioni e 800 mila euro rispetto all’anno 2022) – ferma la necessità di quantificare e rispettare i limiti derivanti dall’art. 54 CCNL 2019/2021 – dovesse costituire il viatico per procedere ad un riconoscimento economico in favore dei professionisti legali, sui quali si sono impattati gli effetti della telematizzazione dei processi; in considerazione di detta telematizzazione l’Ente ha avuto e ha risparmi finanziari (si pensi ai mancati/ridotti esborsi per il servizio esterno, per i sostituti di udienza, etc.) che hanno costituiscono e costituiranno dei “costi economici” per gli Avvocati (accesso al fascicolo telematico, trattazione scritta, etc.) ai quali, dunque, è giusto riconoscere un aumento non marginale della indennità di funzione.
Precisamente, considerato che alla stato viene corrisposta una indennità di funzione pari a 770 euro per 12 mensilità, la proposta è stata nel senso di aumentare significativamente la predetta indennità per tutti i Professionisti legali.
Abbiamo, poi, chiesto chiarimenti in ordine alla proposta di modifica dell’art. 9, visto che la bozza inviata dall’amministrazione prevede solo una rimodulazione dei coefficienti di distribuzione dei residui per i professionisti che si spostano entro un certo numero di KM, lasciando inalterato il coefficiente per il professionista che si muove oltre una certa distanza. Sul punto, oltre ad avere chiesto dati previsionali sugli importi che dovrebbero essere erogati in ipotesi di approvazione della modifica in discorso, abbiamo evidenziato che la proposta:
- a) non prevede, stando ai dati degli anni trascorsi trasmessi dall’amministrazione, alcun risparmio da ripartire a favore dei Professionisti che non percepivano e non percepiscono l’incentivo in parola;
- b) aumenta gli importi complessivi per alcuni (ad esempio, nell’anno 2021, 7 Professionisti) e li riduce per altri (sempre nell’anno 2021, 21).
Più in generale, dopo avere ricordato che la stessa norma fu inserita nel CCNI 2027 su proposta dell’amministrazione, riprendendo quanto già da tempo previsto per i Dirigenti, abbiamo rilevato alcune discrasie tra le discipline, sottolineando come sussisteva e sussiste la necessità di garantire a dipendenti appartenenti a famiglie professionali rientranti nella medesima area contrattuale (nel caso in discorso, dirigenti e professionisti) medesimi trattamenti retributivi, ferme eventuali differenze connesse a specifiche peculiarità proprio del ruolo professionale.
Le riunioni sono state aggiornate alla prossima settimana.
Un cordiale saluto
La Segreteria
ALLEGATI: